Il viaggio nell’Islanda rivela un mondo di ghiaccio, vulcani e cieli artici che incanta chiunque

In Islanda, d’inverno, c’è un paesaggio che pare sospeso tra due mondi climatici opposti: ghiaccio che si stende sopra colate laviche vecchie di secoli e un silenzio profondo che avvolge vaste distese. Seguire le strade strette, appena oltre Reykjavík, porta all’altopiano di Kerlingarfjöll, una riserva naturale che fino a metà Novecento è rimasta pressoché intatta. Qui la forza della natura si mostra in tutta la sua durezza: montagne innevate, sorgenti geotermiche che ribollono nonostante il gelo. Un’immersione totale in un mondo lontano da tracce umane. Qui il tempo sembra come rallentare. E ogni dettaglio parla del connubio tra fuoco e ghiaccio, uno di quei contrasti che sfuggono alle idee comuni sull’Islanda.

Viaggio nell’altopiano di Kerlingarfjöll, tra fuoco e neve

Partendo dal campo base di Skjólm, a due ore da Reykjavík, si entra in una realtà diversa. Fuoristrada robusti affrontano piste coperte di neve e venti capaci di cancellare ogni segno dietro di sé. Il paesaggio si svela per il netto contrasto: una distesa bianca dominata dalla neve, punteggiata da rare chiazze di terra scura. Una desolazione quasi totale. Il vuoto? Tangibile, tanto che pochi lo dimenticano. Si arriva a Highland Base, un resort che racconta una storia attraverso la sua architettura semplice ma curata, frutto di un incontro tra stile nordico e italiano. Qui le sistemazioni sono ospitate in vecchi edifici, ex sedi della prima scuola di sci islandese degli anni ‘70: una forte connessione con il passato locale.

Il viaggio nell'Islanda rivela un mondo di ghiaccio, vulcani e cieli artici che incanta chiunque
Reykjavík, la capitale islandese, mostra la sua architettura unica. La città è adagiata sulla costa con il mare che contrasta con le montagne. – giuseppefargiorgio.it

Incastonato nella natura, il silenzio si fa sentire e la potenza dell’ambiente invita a una relazione quasi diretta con il mondo circostante. Nel folklore islandese, ancora vivo – come spesso accade – si parlano di presenze come troll e spiriti che si muovono con il calar del sole. Molto interessante è la storia degli huldufólk – gli elfi nascosti – di cui parte della popolazione islandese ritiene reale l’esistenza, tanto da condizionare persino alcune scelte urbanistiche. Durante l’inverno, la luce particolarmente suggestiva del ghiaccio si arricchisce di fenomeni poco comuni, fra cui le nuvole arcobaleno: uno spettacolo che chi vive in città difficilmente vede, aggiungendo un tocco quasi magico a un territorio che pare di un altro pianeta.

Attività tra ghiacciai e sorgenti, tra adrenalina e relax

Kerlingarfjöll si trasforma, d’inverno, in un vero campo di avventure per appassionati di sport outdoor. Le ciaspolate verso Ásgard – una montagna che prende il nome da figure mitologiche – sono accessibili anche a chi ha poca esperienza, grazie a guide locali esperte e preparate. Se ami sfidare te stesso, l’alpinismo con gli sci offre l’occasione di affrontare dolci pendii sui ghiacciai di Langjökull e Hofsjökull, enormi masse di ghiaccio che dominano il paesaggio. Poco noto ai più, ma per chi abita in città è una novità: qui la fatica fisica si intreccia con la vastità silenziosa attorno, rotto solo dal rumore degli scarponi sulla neve.

Per chi cerca maggiore velocità e adrenalina, la motoslitta è un mezzo che conduce a Hveravellir, una vasta zona geotermica isolata. Lì, il contrasto tra ghiaccio e magma si vede anche dall’alto: vapori che sgorgano dalle sorgenti e danno un aspetto quasi irreale al paesaggio. Tornando a Highland Base, il calore degli interni invita a momenti conviviali: accanto al camino, tra racconti tradizionali e profumi di dolci locali, o nelle piscine termali all’aperto, dove osservare le stelle è un’esperienza rara. Spesso i visitatori si sorprendono vedendo l’aurora boreale, quelle luci colorate che danzano nel buio: è il modo perfetto per chiudere giornate intense e vere.

Dal remoto alla capitale, tra natura e cultura di Reykjavík

Il ritorno alla vita urbana si svolge piano: i fuoristrada scendono dai monti per riprendere la strada del Golden Circle, l’itinerario islandese più famoso. Collega Reykjavík a luoghi naturali di grande fascino come Geysir, il maestoso Gullfoss e il Parco nazionale di Thingvellir. In inverno, questi posti cambiano aspetto: cascate si trasformano in colonne di ghiaccio, geyser sprigionano nuvole di vapore visibile, creando spettacoli in movimento. Un dettaglio spesso trascurato? La cucina locale, che merita attenzione. A Laugarvatn viene preparato un pane di segale cotto sotto la sabbia calda, un piatto che racconta la storia, e l’adattamento all’ambiente ostile delle persone.

Camminando verso la capitale, si attraversano piccoli borghi di pescatori come Eyrarbakki, dove la memoria storica vive nelle vecchie case e nei ristoranti specializzati in pesce. Reykjavík, più compatta di quanto si pensi, è una città attenta alla sostenibilità e creativa: artigiani locali trasformano materie prime del territorio, e chef reinterpretano la cucina scandinava rispettandone la tradizione. Per chi vuole allungare il viaggio, la Blue Lagoon è tappa quasi obbligata: una spa naturale, con acque calde e ambienti ricavati da formazioni di lava, capace di regalare un’esperienza sensoriale senza pari. La convivenza di natura selvaggia e cultura urbana, a ben vedere, rende questo itinerario islandese un racconto dai contrasti vivi e profondi: perfetto per chi cerca un’esperienza autentica, sia nel remoto che nel cuore pulsante di Reykjavík.